L’uomo che sussurrava ai cavalli

Un’assolata mattinata invernale arrivata dopo la prima copiosa nevicata che ha lasciato un uniforme e compatto manto bianco sul paesaggio campestre. Due ragazze approfittano dell’insolita quiete per fare una passeggiata a cavallo.
Judith cavalca Gulliver che, più anziano ed esperto, fa da battistrada mentre Grace cavalca Pilgrim che segue eccitato dalla sua prima esperienza sulla neve. E’ una cavalcata tranquilla, le due ragazze chiacchierano sbuffando vapore nell’aria fredda del mattino e fanno programmi per la fine settimana. I cavalli potrebbero seguire il solito percorso, quello delle passeggiate fatte nelle giornate senza neve, ma il paesaggio innevato spinge le due giovani amazzoni a decidere per un percorso alternativo più lungo.
Tutto procede a meraviglia, fino a quando i cavalli si trovano davanti ad un sentiero in salita che parte dal bordo della strada asfaltata coperta anch’essa di neve. Gulliver esita nell’affrontare la salita e Judith lo sprona; il cavallo si avvia malvolentieri sul sentiero scosceso e, dopo pochi passi, posa uno zoccolo su di uno strato di ghiaccio nascosto dalla neve caduta di fresco. La zampa slitta e l’animale perde l’equilibrio. Gulliver scivola, cade e disarciona Judith che cade anch’ella malamente rimanendo però legata all’animale a causa di un piede impigliato in una delle staffe. Cavallo e amazzone scivolano all’indietro ed investono Pilgrim e Grace che vengono trascinati giù dal sentiero fino in mezzo alla strada innevata.
Grace, rimasta in sella, cerca di aiutare l’amica in balia del suo cavallo preso dal panico, ma trasalisce quando si accorge del sopraggiungere di un enorme camion che, avendo visto le ragazze ed i cavalli nel mezzo della carreggiata, è nel disperato tentativo di frenare la sua corsa per evitare di travolgerle.

Il camion, a causa del fondo stradale scivoloso, non riesce a rallentare ed il suo autista, nell’estremo tentativo di frenare le 19 tonnellate di acciaio, ne perde completamente il controllo; il rimorchio ruota in un moto pendolare che lo porta a sopravanzare la motrice e a chiudere amazzoni e cavalli in un abbraccio mortale.
Judith e Gulliver hanno la peggio mentre Grace rimane gravemente ferita. I soccorsi giungono chiamati dall’autista del camion; un elicottero trasporta Grace in ospedale dove le verrà amputata la gamba destra.
Pilgrim, ferito gravemente e reso folle dalla paura, fugge e viene miracolosamente salvato dalla morte per dissanguamento grazie all’intervento di un veterinario chiamato d’urgenza sul luogo dell’incidente.

Con il tempo Grace si ristabilisce, ma le è difficile accettare la sua menomazione. Nonostante la facciata di ragazza tranquilla e di nuovo inserita che Grace monta a beneficio dei suoi genitori, la perdita della gamba le ingenera un rifiuto verso la vita. Non le interessa più cavalcare e non vuole più saperne di Pilgrim che ora è solo l’ombra del fantastico cavallo che era e, diventato violento, non è più avvicinabile da nessuno.
Annie, la madre di Grace, capisce la drammatica situazione della figlia e prende una decisione: farà curare il cavallo per far rinascere in Grace la passione per l’equitazione e farle tornare l’interesse per la vita.

Annie lascia il suo lavoro di direttrice di un rotocalco Newyorkese per portare la figlia e il suo cavallo Pilgrim attraverso gli Stati uniti verso il West, sulla via percorsa dai pellegrini che, più di due secoli prima, erano sbarcati sulla costa orientale. Nel Montana, in un ranch chiamato Double Divide, c’è un uomo, uno di quei pochi con il dono di sussurrare ai cavalli, che Annie ritiene possa essere l’unica persona capace di guarire Pilgrim e così restituire il cavallo e la voglia di vivere a sua figlia. Quest’uomo si chiama Tom Booker; egli, quasi una leggenda nel mondo dell’allevamento di cavalli, è un eroe puro, un vero cowboy dalle spalle larghe e dall’anima candida. Ed è solo grazie alla particolari doti umane di quest’uomo che Pilgrim riuscirà a ritornare alla vita, superando il terrore che lo aveva portato sull’orlo della follia e che Grace riprenderà coraggiosamente a cavalcare.

E sarà ancora grazie all’amicizia con Tom, nata in una primavera passata lontano dalla frenetica quotidianità newyorkese, che Annie riuscirà a vedere la sua vita più chiaramente accorgendosi di essere oramai lontana da sé stessa tanto da usare l’agire come surrogato dei sentimenti. Annie, nel ranch di Double Divide nel Montana, liberata dai suoi fantasmi, troverà in Tom un compagno ideale e grazie al suo amore potrà guardare con occhi nuovi alla sua esistenza, ritrovarsi e finalmente riuscire a provare un sentimento tanto profondo da restituirle le parti mancanti della sua vita.

L’uomo che sussurrava ai cavalli di Nicholas Evans è un romanzo di ampi spazi e di vaste emozioni che ha un grande impatto emotivo. La storia, sin dai drammatici eventi d’apertura, ci cattura e ci porta attraverso gli sconfinati panorami americani lungo i sentieri del sentimento e dell’avventura. E’ un libro in cui troviamo un eroe fulgido che ci ricorda l’importanza di non arrendersi per poter ricominciare dopo una perdita, l’esperienza di una donna che deve allontanarsi dalla sua vita per poter riscoprire se stessa e il coraggio di una ragazzina che, con l’amore di chi le sta accanto e la forza di volontà, riesce ad annullare il suo handicap.
Un romanzo intenso, con pagine emozionanti che vale sicuramente la pena di leggere.

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~ di liberae su 28 luglio 2008.

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