Da domani le dimissioni arrivano solo via web

Entra in vigore la riforma della risoluzione dei rapporti dei lavoro: servirà un modulo da scaricare da internet

ROMA – Le dimissioni d’ora in poi arriveranno solo attraverso il web. Entrerà in vigore domani la riforma della risoluzione volontaria dei rapporti di lavoro, nata per eliminare il fenomeno delle dimissioni in bianco. Tutte le novità sono state illustrate dal direttore della Ripartizione lavoro Helmuth Sinn. Da ora in avanti, un lavoratore potrà presentare le proprie dimissioni solo per via telematica compilando un apposito modulo da presentare entro 15 giorni al datore di lavoro.

RIFORMA – Questa la novità principale della riforma nazionale sulla risoluzione volontaria dei rapporti di lavoro che entrerà in vigore a partire dal 5 marzo. «La scelta del legislatore – ha spiegato Sinn – è motivata dalla volontà di eliminare il fenomeno delle dimissioni in bianco, molto diffuso soprattutto nell’Italia meridionale. In sostanza, al momento dell’assunzione, alcuni imprenditori fanno firmare al lavoratore una lettera di dimissioni non datata, che può essere utilizzata in ogni momento dal datore di lavoro per porre fine al rapporto. Si tratta chiaramente di un abuso». Con la riforma, il lavoratore che vorrà presentare le proprie dimissioni dovrà registrarsi sul sito nazionale del Ministero del lavoro, scaricare il modulo e compilarlo. Il documento avrà una validità di 15 giorni. «I dati richiesti sono molti e spesso piuttosto complicati – ha aggiunto Sinn – e per questo motivo è stata prevista la possibilità di rivolgersi ai Centri mediazione lavoro della Provincia oppure ai Comuni, i quali guideranno il lavoratore nel completamento della procedura. Le dimissioni presentate in altra forma saranno considerate nulle».

QUESTIONE LINGUISTICA – Per quanto riguarda l’Alto Adige, resta ancora aperta la questione linguistica: al momento, infatti, i moduli del Ministero del lavoro sono solo in italiano, anche se da Roma sono arrivate assicurazioni circa una rapida soluzione della questione. «Il legislatore – ha concluso il direttore della Ripartizione lavoro Helmuth Sinn – non ha previsto alcuna differenza tra settore pubblico e privato, e la nuova norma è dunque obbligatoria anche per tutti i lavoratori della pubblica amministrazione. Le uniche eccezioni all’applicazione della legge riguardano la risoluzione consensuale del contratto e il periodo di prova».

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~ di liberae su 6 marzo 2008.

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