Castelnuovo Scrivia

Castelnuovo scrivia è un centro agricolo e commerciale collocato 12 km a sud della confluenza dello Scrivia nel Po. Il territorio è solcato ad est e a sud-est da due autostrade: la Milano Genova con un casello proprio a Castelnuovo e la Torino – Piacenza.
I primi insediamenti nel territorio di Castelnuovo sono di epoca romana, come attestano le tracce di centuriazione nella proprietà agricola ed i molti reperti rinvenuti nelle zone di San Damiano, Bovera, Goide, Ova e Cadé. Il nucleo abitato vero e proprio sorse intorno al 500 d.C. per opera degli Ostrogoti di Teodorico. Questi ordinò: “… communiri Castrum, apud vos positum… ut domos vobis praedicto Castro allacriter construatis” (… che il Castello, che é presso di voi, venga fortificato… che con fermo animo costruiate case nell’anzidetto castello). Castelnuovo venne ampliato e potenziato nel 722 dal re longobardo Liutprando.
Le vicende più note si riferiscono, però, al Medioevo, quando Castelnuovo, di parte ghibellina, fu alleato di Federico Barbarossa e partecipò alla distruzione di Tortona (1155), ottenendo in cambio opere pubbliche, immunità e privilegi, tra i quali il diritto di collocare sulla torre la bandiera comunale (giallo-oro e bianco-argento) e di avere l’esclusiva del mercato del gualdo (per tingere di blu le stoffe). La rivalità con Tortona provocò innumerevoli guerre, finché Castelnuovo, all’inizio del 1300, divenne feudo del ducato di Milano, con le signorie dei Bandello, Torriani, Visconti, del Carmagnola e degli Sforza. In particolare fra i feudatari va ricordato Borso d’Este che, nel periodo 1443-1471, diede impulso alle attività economiche (tintoria delle stoffe, oreficeria, ferro e rame), potenziò il mercato del giovedì, le fiere di San Giuseppe, di San Desiderio e della Natività (8 Settembre) e concesse il beneficio della esenzione dal servizio militare. In tale epoca Castelnuovo divenne un centro di grande importanza e assai ricco, come testimoniano le ampie case costruite in quel periodo e di cui rimangono tracce evidenti.
Dopo la parentesi spagnola con i signori D’Avalos, Castelnuovo, che finalmente nel 1567 aveva modificato la denominazione “di Tortona” in “ad Scripiam”, nel 1570 divenne feudo dei marchesi Marini, i quali fecero costruire la chiesa ed il collegio di Sant’Ignazio e il palazzo ora sede municipale. Nel 1778, quando morì la marchesa Giovanna, ultima dei Marini, coniugata con Centurione, le successe il figlio, il principe Carlo Centurione. Il 17 Giugno 1828 si decise di demolire le mura, lunghe metri 3600, che per la loro solidità avevano fatto di Castelnuovo una posizione militare di notevole importanza, attirando per secoli compagnie di ventura, eserciti francesi, spagnoli e austriaci e ció anche per la collocazione strategica nel punto d’incontro fra le vie del sale (dal mar Ligure lungo lo Scrivia) e la valle del Po.
Nel 1800, tagliato fuori dalle strade ferrate, nonostante il proliferare di filande e fornaci, Castelnuovo declinò, anche a causa della forte emigrazione verso il Sudamerica. Nel dopoguerra il paese ha ripreso vigore puntando su nuove industrie, sull’agricoltura, sul commercio e si é rivitalizzato con una forte ondata immigratoria.PERSONAGGI CELEBRI: Matteo Bandello: Nasce a Castelnuovo nel quartiere di “Guadnass”, da famiglia resa illustre da alti prelati e dalla parentela con i Torriani di Milano. Lo zio Vincenzo lo accoglie presso di sé nel convento della Madonna delle Grazie di Milano. Nel corso della vita viene a contatto con tutte le corti rinascimentali, combina matrimoni fra regnanti, sanziona accordi diplomatici, scrive libri religiosi e di poesia ed è richiestissimo dai principi per il suo spirito brillante e arguto. Il suo capolavoro, per cui risulta essere secondo solo al Boccaccio, è costituito dalle 214 novelle che ebbero grande successo fra i contemporanei e fra gli estimatori nei secoli successivi (Shakespeare, Lord Byron, Lope de Vega, De Musset, D’Annunzio, Giacosa). Nelle dediche accenna spesso alla sua Castelnuovo, alla storia e agli edifici del suo paese, agli amici che vi aveva lasciato.
Tra le novelle vnno citate “Giulietta e Romeo”, “Ugo e Parisina”, “La contessa di Challant”, “La duchessa di Amalfi”. Filofrancese, all’arrivo degli spagnoli si rifugia in Francia nel castello di Bazen e qui viene nominato vescovo di Agen. Muore a Port Sainte Marie, paese ora gemellato con Castelnuovo.Manfredino e Franceschino Boxilio: Furono animatori di una scuola pittorica tortonese negli anni che vanno dal 1450 al 1515. Si possono ammirare i loro dipinti, soprattutto affreschi, a Rivalta, Novi, Pontecurone, Sale, Pozzolo, Miano, Genova e nel castello di Castelnuovo.Pier Angelo Soldini: giornalista e romanziere. Le sue opere ottennero molti riconoscimenti fra i quali i premi Viareggio, Foce e Bagutta.DA VEDERE: L’Arco secentesco che si trova all’imbocco della strada per Molino dei Torti dove si trovava una delle cinque porte che consentivano il pasaggio attraverso la cinta muraria; i resti delle case medioevali, torrette e facciate ornate con decorazioni di cotto di Via Fornasari e di Via Marguati, la casa natale di Matteo Bandello sulla piazza Vittorio VenetoTutte le chiesette del paese sono state recuperate con un intensa campagna di restauri durata una ventina d’anni.
Tra queste chiese “minori” la più importante è la chiesa di San Rocco.Sagre e tradizioni1-12 Gennaio: osservate e segnate sul calendario le condizioni del tempo nei primi dodici giorni dell’anno. Ogni giorno indicherà il tempo che farà nel mese corrispondente.17 Gennaio: a Sant’Antonio, davanti alla chiesa di San Rocco, si svolgeva la “festa delle coppette”, ostie rotonde spalmate con miele e pezzetti di noci. Chi aveva degli animali li portava dinnanzi la chiesa in via Dante e durante la benedizione teneva un pezzo di pane in tasca da usare durante l’anno come rimedio se gli animali si ammalavano.19 Marzo: a San Giuseppe grandiosa fiera del bestiame e delle macchine agricole. Sagra dei farsô (frittelle). La festa é ancora attuale. La progressiva meccanizzazione ha contribuito ad eliminare la fiera del bestiame e a incrementare quella delle macchine agricole. Anche la sagra delle frittelle é stata potenziata e il programma della festa integrato da spettacoli di strada e nuove iniziative. 25 Aprile: a San Marco processione alla chiesa di San Domenico. Elevata la partecipazione dei fedeli i quali portavano con sé un cartoncino con la “semenza dei bachi”. Era di buon auspicio per il raccolto dei bozzoli.23 Maggio: San Desiderio. Data dell’antica festa patronale, del cambio della bandiera sulla torre e dell’esposizione del busto del Santo Patrono. É stata ripresa e rivalutata con numerose iniziative di carattere storico, culturale, artistico e di spettacolo. Il paese é coinvolto per una festa a tema storico scelta di anno in anno.
Quarta domenica d’agosto: festa patronale di San Desiderio. Venne spostata nel 1852 a causa degli elevati impegni nei campi (taglio del fieno, allevamento dei bachi, ecc.). Oltre agli spettacoli di piazza si conserva l’antica tradizione dei fuochi d’artificio, nata con la famosa industria pirotecnica castelnovese dei Beltrame. 8 Settembre: festa delle vigne, a ricordo della pregiata produzione delle nostre terre (zone Bertone, Cerro, San Damiano e Viarolo). Il comitato di San Damiano ha recuperato questa festa e ogni anno organizza un incontro conviviale.

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~ di liberae su 23 maggio 2006.

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