Versi per Andrea

Veniva il dì 25 Aprile,
ed il mondo strepitante la Liberazione festeggiava,
ma non lui Andrea Fortunato,
che la fortuna il cognome non gli ha dato,
lui quel giorno non s’alzava,
perché una tomba lo aspettava.

Ma dopo il 25 viene il 26 perché il tempo non s’è fermato
per aspettare quel ragazzo che se n’era andato.

Ma alla gente non glie n’è importato
che i dottori solo una tomba gli han regalato.

Ma forse a qualcuno da pianger gli veniva,
ai tifosi buoni e a chi lo conosceva.

Quel giorno giocava la nazionale
e per lutto o forse per tristezza
la fascia di lutto si son messi.

E quella fascia fortuna gli ha portato.
per la partita che,
per la qualificazione agli europei,
han giocato,
ma anche per quell’amico che se n’era andato.

E io quella notte non ho dormito
per la tristezza che mi aveva colpito.

La poesia l’ho scritta per quel calciatore,
che non potrà mai più tirare un rigore,
perché una brutta malattia,
se lo è portato via.

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~ di liberae su 29 aprile 1995.

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